Venerdì 11 febbraio si è spento il padre salesiano don Vittorio Chiari, direttore del Collegio Paolo VI di via Rovigno a Milano. La comunità dei giovani del collegio, lo ricorda così:
Vivere in collegio non significa vivere in albergo: significa risiedere in una famiglia; e un clima di famiglia, disteso, sereno, costruito con relazioni di stima e di rispetto, è il dono che don Vittorio ha offerto a tutti noi in questi due anni. Ognuno di noi studenti veniva accolto con un sorriso e un saluto affettuoso ogni volta che aveva occasione di incrociarlo nei corridoi o in salone; si scambiava una battuta, si risollevavano gli animi, e si costruiva quel clima di casa e di famiglia così radicato nello stile della famiglia salesiana. In qualsiasi momento avevamo la possibilità di parlare con lui a colloquio: don Vittorio interrompeva qualsiasi cosa stesse facendo, qualsiasi fosse il carico di lavoro che dovesse smaltire, e dedicava a ciascuno tutto il tempo di cui c’era bisogno; ognuno degli studenti della comunità, ha la certezza che don Vittorio lo aveva preso a cuore, e gli dedicava le attenzioni di cui necessitava. La vita in collegio è cresciuta come esperienza di accoglienza: qualcuno ci aveva davvero a cuore, e se qualche volta le circostanze richiedevano un atteggiamento più severo, esso era animato da quella stessa attenzione e cura che pervadevano i sorrisi e le battute. Che bella sorpresa, quest’anno, la possibilità di condividere la vita della comunità salesiana nei fine settimana!
Don Vittorio ci ha dato la testimonianza di un uomo vivo, incapace di perdersi d’animo, pronto a mettersi in gioco e a promuovere tutte le occasioni con sapienza, grandi o piccole che fossero. Ha smosso tante forze in collegio, ha ridestato tante energie, valorizzando gli ambienti e i momenti di vita comune; nei cineforum e nelle altre attività era sempre presente, dimostrando fedeltà, rispetto e serietà nei confronti della nostra vita comune, pronto a promuovere l’umanità dei giovani, aiutandola nella crescita con stimoli e provocazioni. E quanti di noi lo hanno incontrato ultimamente in ospedale, si sono trovati davanti lo stesso spirito forte, sereno anche nella sofferenza, e sempre lo stesso accogliente sorriso. Non si era mai lamentato. Ognuno di noi può dire di aver fatto esperienza di un uomo che ha seguito con schiettezza il Signore nello spirito di don Bosco, e lo ha testimoniato nei suoi gesti e nelle sue parole; ognuno di noi può dire soprattutto di aver fatto esperienza di amore, dell’amore di un padre; e se questo è un momento di temporanea separazione, ci unisce a lui la certezza che l’amore non ha mai fine. Grazie, don Vittorio!
I giovani del Collegio Paolo VI
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